{"id":37278,"date":"2024-12-04T22:04:50","date_gmt":"2024-12-04T21:04:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/?p=37278"},"modified":"2025-10-21T14:03:39","modified_gmt":"2025-10-21T12:03:39","slug":"natale-in-sardegna-tra-storia-rito-e-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/natale-in-sardegna-tra-storia-rito-e-tradizione\/","title":{"rendered":"Natale in Sardegna: tra storia, rito e tradizione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>Durante il diciannovesimo secolo e l&#8217;inizio del ventesimo in Sardegna, quando l\u2019industria non aveva ancora sostituito l\u2019agricoltura e l\u2019allevamento, il Natale rappresentava un periodo significativo di unione sociale, un&#8217;occasione per ristabilire l&#8217;integrit\u00e0 del nucleo familiare, spesso temporaneamente scossa dai legami con la transumanza maschile verso i pascoli o le campagne.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Natale in Sardegna non \u00e8 solamente una festivit\u00e0: \u00c8 LA festivit\u00e0 per eccellenza. Tuttavia, piuttosto che accogliere il significato simbolico della nascita di Ges\u00f9 come un momento di felicit\u00e0 e speranza, l\u2019Isola, con le sue radici tribali, pagane e mistiche, si appropria del ricco patrimonio magico-religioso legato al Solstizio d\u2019Inverno, influenzando i cicli agricoli e gli equilibri naturali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSa Paschixedda\u201d, in contrapposizione a \u201cSa Pasca Manna\u201d, ovvero la Pasqua, rappresenta una celebrazione unica che simboleggia l\u2019unit\u00e0 familiare, la condivisione e, soprattutto, la tradizione.<br><br>Le tradizioni natalizie sarde si manifestano attraverso numerosi aspetti della cultura, sia materiale che immateriale, che spaziano dai cibi alle storie popolari fino ai rituali religiosi, sempre rigorosamente permeati da un incantevole retaggio di paganesimo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Il ritorno dei pastori<\/strong>.<\/em><br>Nei giorni che precedevano il Natale, i pastori ritornavano a casa dopo un lungo periodo di transumanza, accolti dalle proprie mogli e dai propri figli; questi ultimi, spesso, erano cresciuti troppo in fretta e per lungo tempo senza la figura paterna. Tuttavia, quel ritorno costituiva un momento cruciale non solo per la famiglia, ma per l\u2019intera comunit\u00e0, che, durante la vigilia, si riuniva nella \u201cnott\u2019e xena\u201d. Il tepore e la luce della casa, uniti ai racconti e alle leggende narrate dai pi\u00f9 anziani per intrattenere i bambini, animavano un pasto semplice consumato esclusivamente per il piacere di celebrare il rientro. La vera abbondanza del pasto si manifestava il 25. Dalla macellazione del maiale, una famiglia si sosteneva non solo nei giorni festivi, ma talvolta anche per quasi un intero anno. L\u2019abbattimento di un maiale rappresentava, da sempre, un evento catartico che segnava occasioni importanti e momenti speciali nella vita di una comunit\u00e0 o di un villaggio.<br><br>Nella sua opera \u201cMiele Amaro\u201d, Salvatore Cambosu scrive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cCerto, ci vuole proprio un villaggio perch\u00e9 un bambino come Ges\u00f9 possa nascere ogni anno per la prima volta. In citt\u00e0 non c\u2019\u00e8 una stalla vera con l\u2019asino vero e il bue. Non si ode belato, e neppure il grido atroce del porco sacrificato [\u2026] In citt\u00e0 \u00e8 perfino tempo perso andare cercando una cucina nel cui cuore nero sbocci il fiore rosso della fiamma del ceppo\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Il focolare e le sue storie<\/strong>.<\/em><br>Il focolare, quindi, gi\u00e0 centro della vita domestica, a Natale acquista un significato simbolico ancora pi\u00f9 profondo, trasformandosi quasi in un rito. Era una pratica molto comune in molte zone della Sardegna imbiancare le pareti nere del camino in preparazione alla Vigilia. La sera del 24 Dicembre, il fuoco veniva alimentato su un grande ceppo di legno conservato appositamente per l&#8217;occasione, conosciuto come \u201csu truncu e\u2019xena\u201d, che doveva ardere per tutte le festivit\u00e0 fino all\u2019Epifania. Si doveva prestare attenzione a non spegnerlo, ma anche a non farlo bruciare completamente, con la convinzione che questa pratica rituale avrebbe portato fortuna e prosperit\u00e0 alla famiglia.<br>Nel contesto dei nuclei familiari pi\u00f9 indigenti che non erano in grado di sostenere un pranzo sostanzioso, la collettivit\u00e0 manifestava la propria generosit\u00e0 presentando la cosiddetta \u201cmandada\u201d: una riserva di alimenti che raramente veniva utilizzata in ampie porzioni nel corso di tutto l\u2019anno (salumi, latticini, dolci).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"687\" src=\"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cucina-tipica-casa-sarda-campidanese-Museo-Casa-Steri-Siddi-1024x687.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37280\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cucina-tipica-casa-sarda-campidanese-Museo-Casa-Steri-Siddi-1024x687.jpg 1024w, https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cucina-tipica-casa-sarda-campidanese-Museo-Casa-Steri-Siddi-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cucina-tipica-casa-sarda-campidanese-Museo-Casa-Steri-Siddi-768x515.jpg 768w, https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cucina-tipica-casa-sarda-campidanese-Museo-Casa-Steri-Siddi-1536x1031.jpg 1536w, https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cucina-tipica-casa-sarda-campidanese-Museo-Casa-Steri-Siddi-18x12.jpg 18w, https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cucina-tipica-casa-sarda-campidanese-Museo-Casa-Steri-Siddi.jpg 1760w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cucina tipica di casa sarda campidanese &#8211; Foto da Museo Casa Steri, Siddi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era ovvio che i veri protagonisti del Natale fossero i bambini, i quali solo in determinate festivit\u00e0 potevano restare svegli fino a tardi. E curiosamente, proprio i bambini diventavano i destinatari di favole e narrazioni inquietanti che servivano da veri e propri terrori. Le storie riguardo a streghe e figure fantastiche che disturbavano la serenit\u00e0 delle notti festive variavano da un villaggio all&#8217;altro, pur essendo tutte simili: da Maria Mangrofa \u2013 la strega mangiatrice di bambini di Orosei \u2013 a Maria Puntaoru \u2013 essere malvagio che palpava il ventre dei bambini mentre dormivano e, se questo risultava vuoto, avrebbe infilzato il loro stomaco con uno spiedo d\u2019oro appuntito. Tuttavia, oltre a spingere i bambini a seguire le buone maniere, queste leggende si rivolgevano anche agli adulti, spesso accecati dall&#8217;avidit\u00e0 e dall&#8217;odio. Cos\u00ec, si sviluppavano racconti su fantasmi e creature demoniache che erano poste a guardia di tesori nascosti o storie affascinanti riguardo amori infranti e tradimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>I giochi natalizi<\/strong>.<\/em><br>Un&#8217;importanza particolare era attribuita ai giochi. Il pi\u00f9 diffuso era \u201csu barrallicu\u201d, una trottola con quattro facce, ognuna delle quali riportava una lettera: T per \u201ctottu\u201d (=tutto), N per \u201cnudda\u201d (=niente), M per \u201cmetadi\u201d (=met\u00e0) e infine, l\u2019ultima e meno fortunata, la P per \u201cponi\u201d (=metti). A turno, si faceva girare la trottola e questa, fermandosi, forniva l&#8217;istruzione precisa al giocatore: nel caso della lettera T, il fortunato avrebbe preso l&#8217;intero bottino del gioco, mentre nel caso della P, avrebbe dovuto concedere parte del suo. Il bottino consisteva in noci, castagne e frutta secca.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"634\" src=\"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Su-barrallicu.-Foto-di-Alessandro-Cani-Flickr.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37281\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Su-barrallicu.-Foto-di-Alessandro-Cani-Flickr.jpg 1024w, https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Su-barrallicu.-Foto-di-Alessandro-Cani-Flickr-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Su-barrallicu.-Foto-di-Alessandro-Cani-Flickr-768x476.jpg 768w, https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Su-barrallicu.-Foto-di-Alessandro-Cani-Flickr-18x12.jpg 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Su barrallicu &#8211; Foto di Alessandro Cani Flickr<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>La messa di mezzanotte e i presagi<\/strong>.<\/em><br>Al suono delle campane a mezzanotte, le famiglie uscivano dalle loro abitazioni per partecipare a \u201csa Miss\u2019e puddu\u201d, cio\u00e8 la messa segnata dal primo canto del gallo, che probabilmente mantiene legami con la \u201cMissa del gall\u201d di origine catalana.<br><br>Oltre alla possibilit\u00e0 di incontrare conoscenti non facenti parte della famiglia, la messa di mezzanotte rappresentava un evento sociale molto sentito, specialmente dalle donne in attesa di un bambino. Secondo alcune credenze popolari diffuse, infatti, le donne che non partecipavano alla messa correvano il rischio di perdere il bambino o di partorire un neonato non sano. Si trattava di tradizioni popolari profondamente radicate, spesso esorcizzate tramite pratiche magiche e sciamaniche, che avevano molto in comune con le antiche fedi pagane invece che con una devozione cristiana autentica e pura.<br><br>Il potere ancestrale di questa notte magica si rifletteva anche sui bambini nati poco prima della mezzanotte, i quali, secondo antiche credenze, erano protetti da corruzioni fisiche e malattie. Oltre al privilegio di non perdere denti e capelli nel corso della vita, si riteneva che avrebbero goduto di una lunga vita. Nel Logudoro, invece, si pensava che i bambini nati la notte del 24 Dicembre avrebbero preservato le 7 case del vicinato (il numero 7 porta con s\u00e9 molteplici riferimenti al mondo precristiano ed \u00e8 fondamentale nella numerologia esoterica e nella filosofia mistica).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dulcis in fundo, un posto particolare era riservato ai dolci tipici. Da \u201csa tunda\u201d, dolce pane rotondo arricchito con noci e uvetta, a \u201csu bacchiddu \u2018e Deu\u201d, pane allungato e abbellito per somigliare al pastorale del vescovo, fino alle \u201cpabassinas\u201d, biscotti glassati a forma di rombo con una miscela composta da mandorle, farina, sapa, uvetta, noci e nocciole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>L&#8217;immagine in testa all&#8217;articolo, \u00e8 un dipinto di Giuseppe Biasi, Costumi di Orune &#8211; 1934 tempera mista su cartoncino<\/strong><\/em>, <strong><em>Si trova esposto presso il Museo MAN di Nuoro<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Riferimenti Bibliografici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>G. Deledda,&nbsp;<em>Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>C. Zedda,&nbsp;<em>Creature fantastiche della Sardegna<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>S. Cambosu,&nbsp;<em>Miele amaro<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>G. Calvia,&nbsp;<em>Il Natale in Sardegna<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ulteriori approfondimenti<\/strong><a href=\"http:\/\/www.claudiazedda.it\/bona-paschixedda\/\">:<\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"gb-container gb-container-142c3ce7\">\n<div class=\"gb-container gb-container-42e2077c\">\n<div class=\"gb-container gb-container-bfd35ac7\">\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.claudiazedda.it\/bona-paschixedda\/\">Claudia Zedda, Bona Paschixedda<\/a><\/p>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/meandsardinia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Vuoi visitare Cagliari e i dintorni? 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Christmas in Sardinia is not ... <\/p>\n<p class=\"read-more-container\"><a title=\"Natale in Sardegna: tra storia, rito e tradizione\" class=\"read-more button\" href=\"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/natale-in-sardegna-tra-storia-rito-e-tradizione\/#more-37278\" aria-label=\"Read more about Natale in Sardegna: tra storia, rito e tradizione\">Read more<\/a><\/p>","protected":false},"author":275,"featured_media":37279,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[230,229,224],"tags":[],"class_list":["post-37278","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-e-storia","category-luoghi-della-tradizione","category-territorio"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37278","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/275"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37278"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38351,"href":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37278\/revisions\/38351"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37279"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnacountry.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}