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Burgos


(Foto da sardiniadvisor.com)

Situato nella storica regione del Goceano, nella provincia di Sassari, sorge a 600 metri di altezza, ai piedi dell’omonimo castello. Il nome deriva dal sardo “Su Burgu”, ovvero il borgo.

La creazione del paese pare risalga all’anno 1337, quando Mariano d’Arborea inviò 24 coloni, provenienti forse da Villanova Monteleone, con le loro famiglie affinché vi coltivassero le terre della Corona. Il paese oggi si distingue in due parti, quella vicino al castello, con strette viuzze dall’aspetto tipico medievale, e quella più recente e moderna.


COSE DA VEDERE

Burgos conobbe un popolamento da epoche ben più antiche. Infatti vi si trovano numerosi nuraghi dell’età del Bronzo, Domus de Janas di epoca neolitica con interessanti decorazioni, come quella di S’Unighedda e il nuraghe Costa, realizzato in basalto che conserva un’altezza di sei metri con una particolarità: la presenza delle mensole che sporgono per 30 cm e che reggevano i pavimenti di legno dei piani superiori. All’interno del bosco di Foresta Burgos, un area verde molto curata, è possibile praticare il trekking e ammirare oltre ai maestosi lecci e le conifere, l’asinello sardo, l’asinello bianco dell’Asinara (una forma di albinismo incompleto) e inoltre il pony sardo chiamato Giarab, nato dall’incrocio tra fattrici della Giara e degli stalloni arabi.

In cima a un picco granitico, suggestivo e di grande attrazione è il castello del Goceano. Costruito intorno all’anno 1127 – 1129 per opera di Gonario, Giudice di Torres, ha una pianta irregolare allungata, con una cinta muraria a “U”, e una torre a pianta quadrata, alta 16 m e articolata su due piani. Nel cortile interno vi è la presenza di diversi ambienti e un ambiente sotterraneo identificato come cisterna. Il castello è visitabile acquistando un unico biglietto di ingresso, insieme alla visita del Museo dei Castelli di Sardegna.

Al centro del paese, nella casa padronale costruita alla fine dell’Ottocento e appartenuta ad una famiglia di possidenti , i Massaiu, è ospitato il Museo dei Castelli di Sardegna, con mostre temporanee sul tema dei castelli, l’esposizione di carte tematiche con le torri costiere di epoca spagnola e una sala multimediale che permette la lettura storica dei circa cento castelli presenti in Sardegna.

Merita la sosta per un assaggio delle delizie enogastronomiche, così come di tutto il Goceano, soprattutto per i dolci, preparati in particolare in onore di S. Antonio Abate a gennaio, come le ” tiliccas”, “sas cozzulas” e “sas copulettas”.

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