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Stagno di Casaraccio

Lo Stagno di Casaraccio si trova nella penisola di Capo Falcone, nella parte occidentale del Golfo dell’Asinara a circa tre chilometri da Stintino, nel territorio del medesimo comune, racchiuso tra basse colline e delimitato dal mare, ad est, da un cordone litorale. È alimentato da alcuni piccoli corsi d’acqua, mentre il ricambio idrico marino è assicurato da un canale artificiale; la strada salta il canale con un ponticello dal quale a destra e a sinistra si dipartono due stradine, che consentono di costeggiare lo specchio d’acqua.  Lo stagno ha un’estensione di circa 85 ettari e la profondità massima è di 2 m; il suo bacino imbrifero ha un’estensione di 11,7 km².

Lo Stagno di Casaraccio è un’importante zona umida della Sardegna. Ai sensi della “Direttiva del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche”, è stato classificato come Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Inoltre, la Regione Autonoma della Sardegna lo ha incluso in “un’oasi permanente di protezione faunistica e di cattura”. 

Considerato che l’acqua dello stagno è salmastra, la vegetazione non può che essere costituita da specie dotate di alta resistenza alla salinità; si tratta di formazioni a cespuglio egiunchie, nelle parti più interne, tamerici. L’area ospita diverse specie di nidificanti quali l’Airone Rosso, la Gallina Prataiola, il Martin Pescatore, con un numero significativo di individui a livello nazionale (50). Inoltre questa area è importante per lo svernamento del Fenicottero rosa e di altri uccelli migratori. Questa zona umida è una delle zone del nord della Sardegna che riserva gli avvistamenti più interessanti: negli inverni trascorsi sono stati avvistati in esemplari singoli, il Quattrocchi e la Cicogna nera, la Gru anche a piccoli gruppi.

Piro piro boschereccio

Lo Stagno di Casaraccio pur trovandosi in una proprietà privata è comunque fruibile, come del resto in tutti i Siti d’importanza Comunitaria l’accesso in area pubblica è libero e non vincolato, ma non è consentito asportare e danneggiare la flora, accendere fuochi, disturbare o prelevare la fauna o raccogliere la sabbia o rocce.

Anche se non esiste, in loco, un Centro di Educazione Ambientale che fornisca guide per seguire i visitatori all’attività del birdwatching è possibile effettuare autonomamente questa attività, in totale libertà.

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