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Stagno di Pilo

Lo Stagno di Pilo si trova nella parte occidentale del Golfo dell’Asinara, immediatamente a contatto con il complesso della centrale termoelettrica di Fiumesanto e in posizione equidistante rispetto ai centri di Porto Torres e Stintino dai quali dista una dozzina di chilometri. Per tre lati è racchiuso tra basse colline e, a nord-est è delimitato dal mare da un cordone sabbioso che si eleva per 3-4 metri, attraverso il quale è stato aperto un breve canale artificiale per consentire il ricambio idrico. Gli apporti d’acqua dolce sono legati alle modeste portate degli immissari e di conseguenza il valore di salinità delle sue acque è variabile. Lo stagno ha un’estensione di circa 120 ettari e una profondità massima di 2 m. Il suo bacino imbrifero ha uno sviluppo complessivo di circa 56 km² ed è in buona parte coincidente con il bacino idrografico del Rio Badde d’Issi.

Lo Stagno di Pilo è un’importante zona umida della Sardegna. Ai sensi della “Direttiva del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e semi naturali e della flora e della fauna selvatiche” è stato classificato come Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Inoltre, la Regione Autonoma della Sardegna lo ha incluso in un “oasi permanente di protezione faunistica e di cattura”. 

Anche se l’acqua di questo stagno è meno salmastra di altri, la vegetazione è costituita da specie dotate di alta resistenza alla salinità; si tratta di formazioni a cespuglio e giunchi e, nelle parti più interne, tamerici. L’area ospita diverse specie di nidificanti quali Cormorano, Tarabusino, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Garzetta, Airone bianco maggiore, Airone rosso, Fenicottero, Moretta tabaccata, Falco di palude, Albanella reale, Albanella minore, Falco pescatore, Pellegrino, ecc.

Lo Stagno di Pilo pur trovandosi in una proprietà privata è comunque fruibile, come del resto in tutti i Siti d’importanza Comunitaria l’accesso in area pubblica è libero e non vincolato, ma non è consentito asportare e danneggiare la flora, accendere fuochi, disturbare o prelevare la fauna o raccogliere la sabbia o rocce.

Anche se non esiste, in loco, un Centro di Educazione Ambientale che fornisca guide per seguire i visitatori all’attività del birdwatching è possibile effettuare autonomamente questa attività, in totale libertà.

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