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Alla scoperta delle Saline Conti Vecchi: un’industria pulita alle porte di Cagliari

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Ubicate a 15 km da Cagliari, le Saline Conti Vecchi costituiscono un bellissimo esempio di archeologia industriale in un contesto ambientale di grande fascino che cambia a seconda delle stagioni. Si tratta di un vero e proprio paesaggio del sale che coniuga architettura, natura, industria e memoria storica in un percorso di continuità tra passato e futuro.

Seconde in Italia per estensione, dopo quelle di Margherita di Savoia in Puglia, le Saline Conti Vecchi hanno conosciuto varie gestioni, da quella di Guido Conti Vecchi – figlio dell’ideatore del progetto Luigi – fino all’attuale proprietà dell’Eni che, mediante un progetto di riqualificazione industriale e di bonifica attraverso operato attraverso la società Eni Rewind, dal 2017 ha affidato al FAI la valorizzazione di questo immenso patrimonio culturale e paesaggistico.

Un po’ di storia…

Nel 1919 l’ingegner Luigi Conti Vecchi presenta al Municipio di Cagliari un ambizioso progetto di riqualificazione e bonifica della zona di Santa Gilla attraverso la creazione di una Salina.

Il progetto, ritenuto troppo esoso e largamente osteggiato dagli oppositori che prevedevano ripercussioni negative sulla pesca, ottenne la concessione nel 1921, rilasciata con decreto regio.

Purtroppo, però, l’ingegnere morì nel 1927, vedendo solo in parte realizzato il suo sogno. L’avvio delle Saline avvenne tra il 1929 e il 1931, sotto la gestione del figlio Guido Conti Vecchi, che le amministrò fino al 1949, anno della sua morte.

Da allora si susseguirono varie gestioni fino al 1984, con l’assegnazione all’Eni.

Oggi le saline sono un bene affidato in concessione alla Ing. Luigi Conti Vecchi, giovane società controllata dalla Eni Rewind. Dal 2017, anno dell’apertura al pubblico, la loro valorizzazione è stata affidata al FAI.

Bacini evaporanti

Gli spazi della Salina

Gli spazi della salina si snodano in circa 2700 ettari che comprendono caseggiati industriali dal gusto Decò e Liberty, le abitazioni dei lavoratori del villaggio Macchiareddu, ponti, strade, canali, bacini evaporanti e caselle salanti.

Sul modello dei villaggi industriali, anche le Saline Conti Vecchi si organizzarono come una vera e propria comunità autosufficiente. Oltre agli spazi lavorativi quali, ad esempio, gli uffici, le officine, i laboratori e gli spazi di raccolta del sale, nacque una vera e propria comunità agricola ed industriale che trovava alloggio nell’adiacente villaggio Macchiareddu, destinato ai lavoratori delle saline e alle loro famiglie.

Degni di nota sono gli spazi destinati agli uffici, recentemente restaurati ed allestiti con oggetti e mobili d’epoca: dalle bellissime calcolatrici della Olivetti alle lampade Decò, dalle fotografie alle pareti ai libri contabili che raccontano storie di vite diverse ma accomunate dall’appartenenza ad una comunità in crescita.

Ufficio contabilità

Gli uffici si trovano al primo piano della palazzina, mentre al piano terra si trovano l’ufficio del capo officina e l’officina meccanica. La prima è una piccola stanza vetrata con vista sull’officina, caratterizzata dalla presenza di una vecchia macchina per il cartellino dei dipendenti. Da non perdere nell’ officina è la proiezione di un filmato in gran parte montato sui documentari dell’Istituto Luce sulla storia delle saline. Un altro documentario, incentrato sull’aspetto naturalistico e sul ciclo del sale, viene riprodotto nell’ex falegnameria.

Dopo la visita degli immobili storici, attraverso un trenino turistico si raggiungono gli ambienti esterni della Salina: i bacini evaporanti, nei quali si trova l’acqua del mare trasportata attraverso le idrovore, e le caselle salanti, nelle quali si deposita il sale destinato alla raccolta. I bacini evaporanti si caratterizzano per la presenza di animali e piante e costituiscono un ecosistema assai interessante, tutelato attraverso la Convenzione di Ramsar a difesa delle zone umide. Tra gli animali troneggiano i bellissimi fenicotteri rosa, che nelle sere d’estate si possono vedere alzarsi in volo e colorare il cielo azzurro di Cagliari. Una presenza significativa è anche quella delle garzette, degli aironi e dei cavalieri d’Italia. Tra le piante, invece, la salicornia che cresce lungo gli argini viene utilizzata nella cucina gourmet per insaporire alcuni piatti.

Caselle salanti

A fine visita, merita una sosta il grazioso bookshop allestito nella biglietteria.

Insomma, se vuoi vivere un’esperienza insolita alle porte della città e tuffarti in atmosfere d’altri tempi, le Saline Conti Vecchi sono il luogo ideale!


Riferimenti Bibliografici

Enrico Pinna, Saline e villaggio Conti Vecchi: Macchiareddu

Paola Soriga, Sapore di sale: il viaggio di una scrittrice alla scoperta delle Saline Conti Vecchi

Francesco Frau, Le saline di Macchiareddu


Roberta Carboni è una Guida turistica, da oltre 10 anni, e Storica dell’arte, vive a Cagliari ed appassionata di Sardegna, che ama così tanto, da tutta la vita, ed è proprio per questo che ha scelto di raccontarla, attraverso tour tematici esclusivi. In questo modo, contribuisce a far conoscere l’isola non soltanto per chi ancora non la conosce, ma anche per gli stessi sardi. I tour si svolgono sia all’interno di Cagliari, quindi nel centro storico e in altre parti della città, che nei dintorni della stessa, spingendosi anche nel sud e centro della Sardegna.

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